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Cookie policy: in vigore le nuove regole per i siti web

Dal 1 ottobre sono entrate in vigore nuove regole per la cookie policy all'interno dei siti web. Cosa sono e come funzionano ora?

Quanto spesso capita che, entrando in un sito web, dobbiamo fermarci a cliccare "Accetta" per continuare a navigare? Che sia tramite una schermata pop up o una barra di testo che occupa metà pagina, non possiamo navigare senza passare da lì.

Ebbene, per chi non avesse mai letto l'intero testo, quello che "accettiamo" sono i cookie. Non esiste solo una tipologia di cookie, ma si può dire che in generale si tratta di accettare di salvare le proprie abitudini di navigazione all'interno del sito, o i propri dati: che siano per la presenza di una newsletter, Google AdSense, o Google Analytics. Oramai quasi tutti i siti web sono collegati ad Analytics per monitorare il traffico, e AdSense per la pubblicità. Questo vuol dire che rifiutare di dare la disponibilità ai cookie risulta spesso nell'essere buttati fuori dal sito.

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Ma cosa significa questa policy per chi invece gestisce un sito web? Ai sensi del GDPR, che regola il trattamento dei dati personali, il consenso implicito o assunto non è valido. Perché il consenso deve essere dato prima, indipendentemente che siano cookie dannosi. Per questo motivo, dal 1 ottobre sono state introdotte nuove regole sulla gestione dei cookie: vediamole nel dettaglio.


Se prima era sufficiente impostare una richiesta di accettazione cookie con delle caselle preselezionate che l'utente poteva deselezionare per personalizzare i propri consensi, oggi non è più così. La Corte di giustizia dell'Unione europea, ha difatti stabilito che questo metodo non fornisce un consenso legale necessario. Questo è scaturito a seguito di un sito web che utilizzava l'autorizzazione dei cookie per far partecipare gli utenti ignari a un gioco promozionale.
 

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Questo cosa significa? Che ora i siti web devono ottenere un consenso esplicito dagli utenti. La casella di spunta non è più sufficiente, i siti web devono invece attivarsi a chiedere agli utenti quali dati condividere. Ed oltre a questo, dovranno come di consueto informare l'utente nel dettaglio sul suo tracciamento.
 

Autorizzazioni di questo tipo vogliono dire escludere pop-up e metodi come la selezione di una casella, a prescindere dal fatto che i cookie possano riguardare dati personali o di navigazione. Questo vuol dire inevitabilmente dare un grattacapi a diverse aziende, che si affidavano ad un semplice modo come quello delle caselle preselezionate: ora, potrebbero invece rischiare sentenze che portano gli utenti a negare il consenso, privando i siti web di quella che oggi è una loro fonte di guadagno non indifferente.
 

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