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RIPRISTINATO L'OBBLIGO DI INDICAZIONE IN ETICHETTA DELLO STABILIMENTO DI PRODUZIONE DEI PRODOTTI ALIMENTARI

06/11/2017
Il 22 ottobre 2017 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 145 del 15/09/2017 che ripristina l’obbligo di indicazione in etichetta della sede dello stabilimento di produzione dei prodotti alimentari.
Tale obbligo era già previsto dal D. Lgs. n. 109/1992 e poi decaduto con l’entrata in vigore del Reg. n. 1169/2011.

Dal 22 ottobre 2017 è quindi nuovamente tornata ad essere obbligatoria l’indicazione della sede dello stabilimento di produzione sull’etichetta dei prodotti alimentari.
Dal punto di vista sanitario ciò permette l’immediata disponibilità dell’informazione della sede dello stabilimento nei casi di allerta consentendo alle autorità di ricostruire la filiera e accorciare notevolmente i tempi di indagine.
In un’ottica di trasparenza ed accuratezza delle informazioni delle etichette per i consumatori va però sottolineato che l’indicazione dello stabilimento non ha alcun collegamento con l’origine e la qualità della materia prima impiegata, la cui provenienza rimane con tale decreto sconosciuta.
Il decreto legislativo n. 145 entrato in vigore il 22 ottobre 2017 troverà applicazione a partire dal 7 aprile 2018, ferma restando la possibilità di immettere sul mercato quei prodotti etichettati in difformità dal decreto prima di tale data fino all’esaurimento delle scorte.
 
I punti principali della norma sono i seguenti:
  1. I prodotti alimentari preimballati destinati al consumatore finale o alle collettività devono riportare in etichetta l’indicazione della sede dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento.
  2. La sede dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento è identificata dalla località e dall’indirizzo dello stabilimento.
  3. L’indirizzo può venire omesso qualora l’indicazione della località risulti di per sé idonea alla agevole e immediata identificazione dello stabilimento.
  4. La sede dello stabilimento non è necessaria nei seguenti casi:
    1. coincidenza della sede dello stabilimento con quella dell’operatore responsabile per l’etichettatura dell’alimento,
    2. presenza in etichetta di marchio di identificazione o bollo sanitario, rispettivamente obbligatori per le carni e i prodotti di origine animale,
    3. citazione della sede sul marchio con il quale il prodotto viene commercializzato.
  5. Qualora l’operatore responsabile disponga di più stabilimenti è consentito indicare tutti gli stabilimenti purché quello effettivo sia evidenziato mediante punzonatura o altro segno.
La leggibilità delle indicazioni suddette deve seguire gli stessi parametri stabiliti per le informazioni obbligatorie dal regolamento UE 1169/11 (articolo 4).
 
Restano comunque esclusi da tale obbligo i prodotti alimentari preimballati legalmente fabbricati o commercializzati in un altro Stato membro dell’UE o in Turchia o fabbricati in uno Stato membro dell’Associazione europea di libero scambio (EFTA), parte contraente dell’Accordo sullo Spazio economico europeo (SEE).

Salvo che il fatto costituisca reato, l’omessa indicazione della sede dello stabilimento comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 2.000€ a 15.000€ da parte dell’Istituto Centrale per la tutela della Qualità e la Repressione delle Frodi – ICQRF.

Per maggiori informazioni
Tiziana sicurezza@acons.it
045/8601068